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SPARTACO

- Una Storia di Roma? -

di e con ANDREA BRUGNERA

La memoria talvolta parla da sola. E il suo testimone non può mettersi fra il racconto e chi ascolta; per questo voglio scegliere un epilogo e non un prologo, una fine che parli solo del prossimo inizio. Spartaco è la vicenda di una rivoluzione finita male, come Crasso quella di un golpe che assicurò un impero vecchio di mille anni… questi due eventi si incrociano per un attimo di verità sul campo di battaglia fra la Lucania & Reggio; e proseguono verso un proprio disastro che lascerà indelebili le loro maschere nella storia. Una banda di lottatori di circo divenuta in pochi mesi un esercito di 70.000 uomini che tiene in pugno l’Italia per tre anni; e un avventuriere palazzinaro di Roma che fonda il triumvirato e prepara la dittatura perpetua non sono fatti di ieri; si ripresentano ogni giorno. Ma perché si perde, una rivoluzione? Spartaco non volle essere spietato per amor di pietà, e anche se lo fosse stato avrebbe scoperto che la ragione è una bussola difettosa. Crasso invece scoprì che la gloria non si compra, ed ha un finale capriccioso e insolente: quello che sorprende, non quel che si è calcolato e voluto. Spartaco tentò di liberare un popolo di schiavi; provò a passare il mare come Mosè e forse perì in croce come una sorta di xsto, ma nessuno ne è mai stato sicuro. Crasso edificò Roma tutta; fu il banchiere e il capitalista d’Europa, stabilì il primo triumvirato e provò a battere i parti perdendosi in Asia come il grande Alessandro…di questi due uomini ho provato a dipingere vite parallele che pochi forse hanno messo a confronto, ma che in un secolo di insurrezioni di massa crisi dei valori trasformazione violenta dell’economia disoccupazione e corrutela della classe politica dirigente in decadenza somigliano fin troppo ad una nostra modernità.

Un Attore solo.

Una Vicenda lontana.

Il Racconto di Genti alla Ricerca di una Libertà,

Un Esodo sognato e finito inchiodato alle Croci dell’Appia;

Una Repubblica che muore,

Un’orgia al Potere che comincia:

Catilina

Cicerone

Pompeo

Cesare

Crasso:

Memorie Antiche di una Storia che si può narrare ancor oggi...

Spartaco.

Una Storia di Roma?

La Terza Guerra Servile che insanguinò l’Italia e fece tremare l’Istituzione Romana fin dalle fondamenta (73 a.C), coincide coll’Impresa di Spartaco e la conseguente Rivolta popolare in tutta la Penisola. Dietro l’iconografìa storica generalmente accettata, e che per noi moderni rimane epica e cinematografìca, si stende l’ombra di un momento cruciale nella trasformazione del Mondo Italico & Antico: la Crisi delle Strutture Repubblicane  e il doloroso transito politico dai Poteri dell’Oligarchìa a Quelli del Principato. La perdita di valore delle Forme Democratiche, e l’avvento sempre più frequente di uomini “forti” coi loro “Culti” personali, segnano i tempi di una Rivoluzione Romana che nonostante ogni sforzo resterà aristocratica, nella cruda cerniera di un Secolo che va – fra Guerre Civili – da Silla, a Cesare, a Cristo.

 

La Guerra di Spartaco si mostra in tutto ciò come uno dei primi Eventi inquietanti: disperata dilaga per tre anni dalle Scuole Gladiatorie di Capua fin nel Paese intero, per poi concludersi ancora fra Capua e Roma in una tremenda schiera di migliaia di Croci. La Guerra di Spartaco fu una fuga di Gladiatori che sorprese gli stessi fuggiaschi, quando ad Essi s’unirono migliaia di Schiavi del Latifondo, Contadini affamati, Provinciali asserviti, divenendo guerra politica e Rivoluzione Sociale... un uragano pronto a spazzare eserciti proprietà gerarchìe, fino a travolgere l’Urbe con tutti i suoi Dominatori.

 

Ma chi era Spartaco, questo piccolo Trace, questo Protagonista leggendario che preferì forse perire pur di salvare una Sua propria dignità; un’Umanità della Rivoluzione e del Diritto? E chi fu Crasso, il suo Antagonista, il Banchiere di Roma la cui testa rotolando sul tavolo del Re dei Parti scatenò Cesare contro Pompeo, nel sanguinoso Festino della Morte della Repubblica? Dalle Arene dello Spettacolo a quelle della Politica, il Dramma dei Personaggi e dei Loro Sentimenti, nell’implacabile copione del Potere e della Storia, 2000 anni dopo, non è ancora cambiato.